
USA: 10 ANNI FA CLINTON CONFESSAVA I 'RAPPORTI IMPROPRI'
Un grande personaggio, il vecchio Bill. Un discreto sassofonista, brizzolato e gaudente, prestato alla politica senza un perché, perennemente allupato e dalla cerniera allegra. Un mandrillone dallo stile impeccabile, quasi 'presidenziale'. Geniale come solo un grande pubblicitario sa essere. Deliziò il mondo con la sua creatura più bella, quell'espressione sublime che offrì in dono al mondo: 'rapporti impropri'.
Provate a raccontare alla vostra donna che quella nigeriana che avete caricato in quella stradina buia è salita in macchina solo per un 'rapporto improprio'. La vostra donna vi ridurrà giustamente in fin di vita (giustamente, cazzo, perché non li valeva 30 euro quel pomp...ehm...quel 'rapporto improprio'). Mentre l'America ha applaudito al suo sorridente Presidente sventrapapere.
Dopo quei contestatissimi schizzi, Bill lasciò la Casa bianca (oddio, viste le sue scorribande forse è più corretto 'imbiancata') per dedicarsi alla sua vita privata. Con Hillary. Ovvero una specie di Don Lurio con la parrucca di Platinette, ma molto peggio.
E, da allora, Bill è con lei. Sempre. Non perché sia di qualche vaga utilità, ma solo per evitare che andasse a zonzo con il wurstel all'aria, a caccia di stagiste fallofaghe.
E oggi? A distanza di dieci anni, dov'è quel grande figlio d'America?
Oggi Bill parla di pace, diritti e libertà. Ricorda a tutti noi l'importanza dell'impegno civile e politico. Ricorda al mondo di difendere la giustizia e l'uguaglianza.
E il mondo ascolta.
Ma non gliene frega assolutamente nulla.
Perché il mondo vuole soltanto sapere come ci dava dentro quella ingorda porcellona della Lewinsky e quali giochetti viziosi si facessero nella stanza ovale.
Perché, diciamocelo pure francamente, di tutti i predicozzi e i concioni da ex-presidente integerrimo e saggio non ci importa una mazza, caro Bill. Vogliamo sapere delle tue peripezie amorose con quella pifferaia instancabile di Monica, la più nota ciuccia-calippi planetaria.
Ma so che Bill non parlerà. E' uno discreto, lui. Rimarrà in silenzio perché in fondo è un 'good fella', un bravo ragazzo.
Vorrà dire che chiederemo ragguagli alla Lewinsky, per cui è difficile tenere la bocca chiusa.
E poi lei non è affatto una 'good fella'. Al limite una 'good fellatio'.
Washington, 17 ago. - 'Relazioni fisiche improprie'. Cosi', il 17 agosto del 1998, l'allora presidente statunitense Bill Clinton defini', in una confessione registrata, la natura della sua relazione sessuale con la stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky. Un caso, quello ribattezzato 'sexgate' dai giornali americani, a meta' strada tra la crisi istituzionale e il gossip pecoreccio.
Le due dimensioni, del resto, finiscono non di rado per sovrapporsi in una nazione come gli Usa, in cui una certa mentalita' puritana ha ancora presa sul comune sentire. Tanto da costringere l'allora uomo piu' potente del mondo ad una complicata e pudica perifrasi per parlare di quello che, piu' semplicemente, era solo sesso orale. Le contorsioni terminologiche, del resto, riflettevano i dilemmi morali di un presidente che, amante delle donne, si poneva il dubbio di cosa fosse o non fosse sesso, di cosa fosse o non fosse tradimento. Lo confesso' la stessa Monica, che ammise: 'Ho avuto una relazione con lui, con Clinton, durata 18 mesi.
Lo abbiamo fatto 12 volte, sempre in un certo modo pero', in un modo particolare, che lui mi chiedeva perche' nella sua testa non lo considera sesso, perche' lui diceva che in quel modo avrebbe potuto negare di avere avuto una relazione sessuale con me'. Calcolo politico o questione etica? Forse, piu' semplicemente, una storia di sesso e potere: il carisma di chi sta in alto, le dinamiche del solito triangolo amoroso e, su tutto, i sogni frustrati di quella che comunque era solo una 24 enne in cerca di un amore impossibile. Monica Lewinsky era nata a San Francisco, in California. Origini ebraico-germaniche da parte del padre ed ebraico-russe da parte della madre, Monica e' cresciuta nella California meridionale.








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