domenica 3 agosto 2008

Questo bimbo a chi lo do?


SESSO: BOOM TEST PATERNITA', SEMPRE PIU' DONNE HANNO "DUBBI"

Mater semper certa, pater numquam. E infatti le disinibite mammine ricorrono sempre più ai test di paternità per identificare, tra i tanti amanti, lo spermatozoo vincente. Quello che colpisce il bersaglio, con "sponda, triplo filotto e buca". Languori femminili da soddisfare e un catalogo di cicisbei tra cui scegliere. Insomma, la donna ci dà dentro eccome. In barba a tutte le manfrine sul pudore, sul "lei tradisce solo quando si è innamorata di un altro" o analisi di sessuologia spicciola del tipo "la donna non ha bisogno di certe cose come l'uomo". Baggianate di un vetero-machismo in crisi. Oggi le allegre comari della porta accanto, come la signora in giallo dello spot del Ferrero Rocher, hanno voglia di qualcosa di buono. E si rimpinzano di pregiati cacao e fave a buon mercato. In allegria e libertà. Poi se ci scappa il pargolo, amen. Si va alla ricerca del babbo maldestro, di test in test. E il matrimonio, alla fine, va a puttane. Come tutti i mariti, d'altronde.

Roma, 28 lug. - E' boom in Italia dei test di paternita'. A richiederli sono soprattutto le donne, spesso sposate, che si recano nei laboratori con il campione biologico dell'amante, per sincerarsi che il padre del loro bambino sia quello "giusto". Negli ultimi due anni l'incremento della domanda di test di paternita' e' sensibilmente aumentato. Lo conferma il dottor Francesco Fiorentino, direttore del laboratorio Genoma. "Circa 3mila test di paternita' all'anno e in continua crescita. Sono test a fini informativi, senza nessuna implicazione legale", sottolinea Fiorentino.

"L'elevata richiesta da parte dell'utenza e' cresciuta in modo esponenziale grazie alle nuove tecnologie e conoscenze - spiega il direttore di Genoma - ma anche grazie al business, alla pubblicita' e sicuramente ad atteggiamenti di coppia piu' liberi".
L'elevata domanda di questi test si riscontra anche nel boom delle vendite via internet dei kit fai da te, o dei siti che ritirano i campioni per poi mandarli ai laboratori. "Si deve diffidare dei siti web e delle offerte a basso costo - sottolinea Fiorentini - non si puo' prescindere dalla qualita'.

I siti sono realta' virtuali, non laboratori di analisi seri. Raccolgono solo i campioni -continua il direttore - e poi li mandano in laboratori, talvolta anche all'estero. Noi facciamo genetica forense e seguiamo criteri di qualita'.
Il test puo' avere, sulle persone coinvolte, forti effetti psicologici, anche per questo e' importante rivolgersi a laboratori di fiducia, che sono realta' reali e non virtuali".

"Le statistiche hanno un bias notevole -commenta Fiorentino, - chi si rivolge al laboratorio per effettuare un test di paternita' ha gia' un dubbio, percio' la probabilita' che il test risulti negativo (il padre sperato non
lo e' in realta') e' piu' alta". "Il tasso di discrepanza e' intorno al 10-20 per cento", conclude Fiorentino, cioe' una persona su cinque non e' il padre biologico del proprio figlio.

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